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Come occuparsi dei rifiuti

 

Un sacchetto di immondizia che esce da un appartamento e viene conferito in un inceneritore contiene in parte del materiale combustibile che ha una resa energetica come la plastica, il legno e la carta, in parte materiale dl materiale che non ha nessun tipo di resa come combustibile come gli inerti ed i metalli.

Inoltre esso contiene dei materiali che richiedono energia per far evaporare l’acqua che contengono quali gli scarti di origine vegetale.

Molte volte, se la qualità degli scarti vegetali aumenta, in quanto non controllabili, occorre aggiungere energia per mantenere alto il processo di combustione poiché la temperatura di combustione non deve scendere sotto i 900 gradi centigradi.

Se essa scende sotto i 900 °C c’è il rischio che le plastiche che contengono il cloro oppure gli avanzi di cibo salati, bruciando possono produrre diossina.

Ci sono percentuali molto alte di diossina comunque perché la temperatura non può essere mantenuta stabile: per esempio nei campi intorno all’inceneritore di Brescia, recentemente, è stata riscontrata una percentuale di diossina superiore alla norma e lo stesso aumento è stato rilevato nel latte di mucche che mangiano foraggio proveniente da dette zone.

Se invece la temperatura viene tenuta molto alta, per evitare che si formino diossine, i materiali che vengono bruciati si trasformano in nanopolveri.

Non sparisce nulla, insomma i rifiuti o sono liquidi o solidi o diventano fumi.

Questi fumi contengono materiali formati da particelle molto piccole da 0,1 a 2,5 micron di diametro, cioè molto più piccole delle particelle sottili che vengono monitorate dalle apposite centraline di rilevamento.

Solo le particelle intorno ai 10 micron possono essere trattenute con filtri ma poi questi filtri degli inceneritori come e dove vengono smaltiti ?

Quello che sicuramente esce come particolato viene filtrato dai nostri polmoni.

Le particelle più piccole non potendo essere filtrate né da sistemi meccanici né dal nostro organismo quando sono nell’aria se vengono respirate entrano nella circolazione attraverso il sangue e si depositano in un organo.

Se invece il nostro sacchetto di rifiuti va in discarica e viene coperto di terra, cominciano ad avvenire dei processi di fermentazione dei materiali organici.

I processi di fermentazione comportano innanzitutto uno spreco di biogas che si disperde in atmosfera creando inquinamento odorigeno e nel momento in cui piove ci sono dei dilavamenti che portano le sostanze sul fondo della discarica.

Se la discarica non è perfettamente e duraturamente impermeabilizzata questi materiali possono migrare verso le falde idriche comportando un loro avvelenamento.

anche nei dintorni delle discariche, in conseguenza del fatto che il materiale è incontrollato e spesso contiene anche oltre ai rifiuti organici anche rifiuti di carattere industriale o velenoso, sono stati registrati degli aumenti dell’incidenza di varie forme tumorali.

l’ultima soluzione, quella più interessante dal punto di vista economico ed ambientale, è invece il recupero di tutte le materie prime secondaria contenute dentro i nostri materiali post consumo.

La raccolta differenziata consente di recuperare le materie prime secondarie contenute in questi rifiuti, allora dalla carta si può avere carta, dal vetro si può avere vetro, dal legno si può avere legno, dai metalli si possono avere metalli e così via.

Ogni volta che si recupera una materia da un rifiuto non ho bisogno di usare una materia prima vergine.

L’energia necessaria per riciclare le materie prime contenute nei rifiuti è inferiore alle energia necessaria a ricavarle ex novo.

La maniera migliore per fare la raccolta differenziata, migliore nel senso di più efficace, più omogenea è la raccolta porta a porta, come dimostra un’esperienza ormai pluriennale.

Le persone sono incentivate a differenziare il più possibile i loro rifiuti perché la tassa che pagano è proporzionale ai rifiuti che residuano dall’operazione di separazione.

una volta fatta questa operazione resta comunque un residuo che nei casi più interessanti è del 20 %.

Il 20 % del rifiuto è meno di quanto rilascia un inceneritore tra ceneri, calce ed acqua per il suo funzionamento.

Non è solo quantitativamente inferiore, ma ha anche un sicuro minore impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

I residui degli inceneritori sono tossici mentre quelli che rimangono dalla raccolta differenziata sono inerti.

Tuttavia si possono ancora ricavare dei materiali da questi residui non differenziati utilizzando delle tecniche di separazione meccanica per trattare il rifiuto residuo.

Questi sistemi di separazione meccanica prevedono inizialmente un arieggiamento ed una movimentazione dei cumuli che accelera il loro processo di inertizzazione.

Per cui i rifiuti organici diventano rifiuti inerti, terriccio che non può essere utilizzato per usi agricoli ma può essere utilizzato per compiere opere di ripristino ambientale quali riempimento  di cave, copertura di cumuli di discariche ...etc...etc.

Una volta fatta questa operazione, avendo separato il materiale organico, si può procedere a recuperare gli altri materiali contenuti.

Con una elettrocalamita  si possono prendere tutti i residui di ferro grandi anche come una moneta da 1 euro.

Con delle correnti di Coulomb si possono far schizzare via dai rifiuti altri prodotti quali particolarmente l’alluminio.

Con sistemi balistici o a soffio d’aria si possono separare le frazioni più pesanti come gli inerti dell’edilizia o quelle più leggere come carta e plastica e così via.

In questa maniera si può recuperare una certa quantità di materie prime secondarie.

a questo punto ciò che si porta in discarica è una quantità minima rispetto al rifiuto ed è del materiale inerte che non comporta né emissioni di biogas o cattivi odori né percola menti nelle falde idriche.